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Torna a » Gli Scultori 2018

Matthias Sieff

MATTHIAS SIEFF vive e lavora a Mazzin “Val di Fassa” (TN). Inizia molto presto ad avvicinarsi alla lavorazione del legno nel laboratorio del padre, da subito, dimostra interesse per la scultura lignea.
Successivamente frequenta la Scuola d'Arte e la Scuola di Scultura in Val Gardena sotto la guida di validi insegnanti. Acquisisce così una buona base apprendendo tecniche di lavorazione della materia e conoscenze della struttura del corpo umano.
Prosegue gli studi a Vienna all'Università di Arti Applicate, indirizzo “scultura”.
L'inizio è piuttosto difficile e sofferto e si crea un rapporto conflittuale con la sua docente. Però man mano che il tempo passa capisce che quei modi rigidi e severi lo aiutano a crearsi un'impronta personale e a superare quel muro fatto di cose sempre uguali. Riesce così a sconfiggere quella barriera chiamata “perfezione” che ostacolava la sua creatività.
Infatti, a differenza della scuola gardenese che offriva soluzioni legate alla tradizione, a Vienna impara ad affrontare nuovi orizzonti attraverso l'osservazione, lo studio, l'analisi per poi interpretare e creare in maniera personale.
Al suo ritorno inizia a scolpire i personaggi che crea tutt'ora. La sua opera si fonda sulla figura umana e la ricerca artistica si basa sullo studio del corpo maschile e femminile in una personale interpretazione plastica coniugando la conoscenza della materia con la sua idea. Le sculture spesso non hanno le braccia, perché come lui dice,“l'essenziale è già presente”: sono massicce, statiche con la possanza che richiama le sculture dell' antico Egitto e le statue dell' isola di Pasqua; ma forse risentono anche della forza e della maestosità dei giganti delle Dolomiti che dominano la Valle.” In scultura la fermezza prevale sull'eleganza”. (Matthias)
Matthias dipinge le sue opere con colori vivaci e brillanti che completano e danno valore alla scultura sembrano quasi abiti fascianti e questa tecnica fa anche parte della tradizione della sua Valle poiché come egli dice: ”Un artista è automatico che rimanga legato al proprio territorio e alle proprie tradizioni”.

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Testi a cura di Floriana Zavattaro
Traduzioni di Lara Fagnola
Immagini di Riccardo, Jacopo, Ennio, River e per gentile concessione degli artisti
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